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SCHEGGE Schegge è la mia prima raccolta di poesie. L'ordine non con il quale i componimenti vengono presentati non è cronologico, ho preferito seguire un percorso che spero riusciate ad intuire. |
| Introduzione |
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Ho dipinto uno stupendo paesaggio, ho dosato sapientemente i colori. Là, dove imperiosa s'ergeva una livida superficie, risaltano ora calore ed emozione. Guarda quel sole che si tuffa sfavillando nelle acque purpuree, sembra vero. Guarda la sagoma nera del battello, pare veleggiare verso ignoti lidi. Osserva il mio quadro, apprezzane, se vuoi, le tonalità. Valutane pure l'armonia e la mia passione, ma sappi che esso non ha senso che per me, che tutto ciò esiste già, che esiste al di fuori della mia tela. E tu, che ora guardi queste righe, guardi il mio quadro. Ma non puoi capirlo perché esso è mio, soltanto mio. E se lo disprezzi disprezzi me. E se lo abbandoni alla fiamma distruggi parte di quello che sono. Ma se lo ami, se riesci ad amarlo, tu amerai me. Non puoi comprendermi totalmente perché quello che ho non posso dartelo, perché non posso stare tutto su una tela, per quanto grande essa sia. Passando un'intera vita con me non capiresti più di quanto tu non capisca guardandomi un solo istante. Ora io ti offro il mio quadro, per far tuo un lembo della mia anima. Esso non ti porterà da me, non ti darà preziosi consigli per raggiungermi, ma, tacendo, t'indicherà la via. Non sarò io ad indurti a percorrere il cammino, non spetta a me piegare il tuo animo. E se rifiuterai una volta, io ti aspetterò. E se rifiuterai una seconda volta, io ti aspetterò. E se mi rifiuterai mille e mille volte, io continuerò ad aspettarti là dove sono. Arriverà il tempo, lo so. E tu non potrai rifiutarmi, perché mi amerai, e io amerò te, come ti ho amato per ripagarti dell'odio che mi hai versato. E non un invito muoverà la mia mano, non un cenno turberà i miei occhi. Immobile ti guarderò, ancora timoroso, restare sulla soglia, e volgere indietro lo sguardo. E' un atto di coraggio quello che ti chiedo, quindi stacca un fuscello da terra, quello che più ti somiglia, quello che trema di più al passare del vento. Alza lo sguardo al cielo terso, predi un bel respiro, fatti forza, e varca il Confine. |
| Per il lettore |
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E resto qui, solo, vinto e vincitore, cacciatore e preda, a domandarmi se sia meglio spingere lentamente la lama nel tuo cuore, o affondarla di colpo. |
| Sulla Roccia |
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C'è sangue sulla roccia - per ogni anima ferita - cade sangue sulla roccia. Per ogni singola vita spezzata, per la speranza tradita - cade sangue sulla roccia. E per le promesse non mantenute, le grida mai ascoltate, e per ognuno di noi - sangue sulla roccia. E non torcere lo sguardo, perché lì, tu lo sai, in tanta sofferenza, silenziosa si erge anche la dimora del tuo dolore. |
| Libertà |
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Allora stringevo forte il pugno; non potevo lasciarla volare. Era preziosa, la sentivo muoversi; viva. Ma ho schiuso la mano, oggi. E con la brezza marina solo polvere volava via; polvere, e lo scheletro d'un'illusione. |
| X |
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Ho costruito l'amore dalla sabbia dell'indifferenza. L'ho spazzato via col gelido vento dell'odio. Ho gonfiato le candide vele dell'anima con il vento della libertà, mentre ai vostri piedi stringevo le catene dell'ignoranza. Non farvi diventare me, questo desideravo. Ho creato l'universo, e lo distruggerò statene certi. Non trovarvi mai oltre i miei confini, questo desidero. E voi continuate a chiamarmi Dio. |
| Ho visto |
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Ho visto uomini uccidere altri uomini. c'era rabbia nei loro occhi, fuoco nelle loro vene. Ho visto uomini uccidere sé stessi; la disperazione negli occhi, lacrime nelle vene. Ho visto molto, ne ho visti tanti. E in ognuno di loro, sempre, io ritrovo me stesso; mentre cammino conun grande sogno negli occhi, e la certezza di avere qualcosa nelle vene. |
| Per il cielo di notte |
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Solo, misuri il pulsare dei tuoi pensieri perché potrebbe destare chi sogna di te. E' notte mentre cammini, e sollevi lo sguardo oltre le cime oscure degli alberi, perdendolo nella nera immensità. Sei sulle ferite della terra, hai bevuto il suo sangue, ti sei saziato della sua carne. E il buio ti avvolge, e tu vai oltre. Solo, oltre o confini del tempo e dello spazio. Sei stella, pianeta, poi luce, ricordo, poi nulla. Mentre avanzi, padrone celeste di celeste armonia, mentre cammini e guardi l'immenso lago nero del cielo di notte. |
| Chiarimenti |
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Agli altri lascio la coerenza, per me mera illusione. La logica che governa la mia vita, sortisce spesso effetti illogici. Di questo io parlo, di questi io sono. |
| Ad una donna che non sa cosa vuol dire vivere |
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Una lacrima scende lenta, solca la sua guancia glabra. Un uomo piange, tutti lo vedono. Egli sa di essere visto, ma non può, non vuole smettere. Che sai orribile vedere un uomo piangere? Non crederlo, le sue lacrime sono amare quanto le tue, forse più. Ancora uomo egli resta, eppure piange e non gli importa di non essere capito. |
| Per questo io scrivo |
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Altri colpi ho ricevuto oggi. Mi hanno piegato, ferito, scosso. Colpi inconsapevoli, colpevoli, duri e ruvidi, teneri e dolci, realtà e sogno, gioia e dolore. Per questi colpi io scrivo; non per ricusarli né smorzarli, perché sarei morto senza di loro. Scrivo per essi, per ogni loro minuto o secondo, per la loro forza, che nemmeno mi turba, o per la loro dolcezza talmente dolorosi da chiamar le lacrime. Non un pugno può piegarmi, né uno schiaffo offendermi, ma una false carezza mi lacera dentro. Per questi colpi io scrivo; per questi colpi io vivo, perché sarei nullas enza di essi, e un guscio vuoto avrebbe più senso di me. E non imparerò ad evitarli, mi nutrirò di essi. trasformerò la loro violenza nell'armonia che solo l'animo mio può comprendere. Colpite, dunque. Colpite ancora più forte, ché mi donerete la vita. E il dolore continuerò ad accettarlo perché, in fondo, io scrivo anche per esso |
| Quanto |
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Quanto una goccia di sangue, quanto una stilla d'ambra che cade, quanto il fango, quanto l'oro o il diamante, quanto una foglia, quanto una foresta, quanto un raggio di sole, quanto un'acquazzone d'estate. Quanto il tuo primo sorriso, quanto il tuo primo vagito, quanto un petalo appassito, quanto una rosa che sboccia, quanto tutto, quanto niente. Quanto tutto questo preso assieme, quanto ogni singola cosa. Questo io valgo. |
| Schegge |
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Lancio la mia anima a folle velocità contro gli ostacoli della vita, non cerco di evitarli, affinché essa li colpisca, perché si scheggi e le sue schegge cadano nelle mie righe. |
| 15 Agosto |
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Perché io sono quello che sono, perché ho fatto ciò che ho fatto, perché ho le mie regole, diverse dalle tue. perchè non trovo soluzioni se non a problemi che non esistono, perché non trovo le parole quando i pensieri volano così veloci. Perché non esistono seignificati nascosti, perché gioco a non capire. Perché qualcosa si è rotto e mi ostino a conservarne inutili pezzi, per questo, oggi, non ho nulla da dire. |
| Onore alle delusioni |
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Onore alle delusioni, dunque, ché la vita ne è piena. Volgi indietro lo sguardo e dimmi, quali sono le tue? Ché io ti racconterò le mie, ed insieme parteciperemo l'uno del dolore dell'altro. Seduti qui, sulla terra, sotto questo pioppo che ascolta i nostri segreti. Siedi, siedi qui accanto a me, ho tente cose da dirti, tante delusioni da descriverti che vedremo sorgere il sole ed il cielo tingersi ancora di sangue. Ascolta dunque, poiché nelle mie riconoscerai le tue, nelle lacrime che ho versato vedrai le tue lacrime. Niente ci separa ormai. Ti chiedi cosa ci ripagherà mai di tante sofferenze? La vita, figlio mio, la vita. |
| Avete Chiesto |
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Avete chiesto caos, Vi darò ordine. Volevate la Morte, elogerò la Vita. Sognavate fredde superfici cromate, Scriverò delle sue labbra. Aspiravate al Nulla, Vi dirò di Lei. |
| Il viaggio |
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Sotto di noi scivola il ferro, mentre il sole abbandona il campo vinto dalle tenebre. E tu non capisci, o fingi di non capire, quale sia il senso di questo viaggio. Vibrazioni leggere scuotono il volto, brevi sussulti cadenzano il respiro; fuori tutto sfuma, la terra respira, e le sagome nere delle montagne corrono pigramente, verso Ovest, ignorandoci. Cosa vuoi? Se non vuoi capire, a cosa aspiri? Io ti guardo, tu chiudi gli occhi; ti parlo, e tu corteggi Morfeo. Ti chiedo se ha senso tutto ciò, e tu languidamente scuoti il capo. Torco lo sguardo; questa volta sbagli, ne sono convinto, e anche tu lo sarai. Perché veramente io credo in un fine nascosto, in una meta lontana per questo nostro lungo viaggio. |
| La prima goccia |
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Grigia, una nube soffoca la montagna, nascondendola al mio sguardo. Aleggia solo nella mia mente un vago ricordo di lei, e solo così posso tornare a vederla. C'è selenzio dentro e fuori di me, pace. Un piccolo passero sfida il cielo gravido di pioggia, ondeggia, si posa sul ramo di un albero, attende. Anch'io attendo: aspetto la prima goccia, la prima lacrima, dalla nube scura su di me. Che cada fresca e violenta, che disseti la terra riarsa e generi nuova vita, che mi restituisca la forza. La prima goccia - poi gli occhi di nuovo si chiuderanno - e tornerà a splendere il sole. |
| Ogni mio desiderio |
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Ogni mio desiderio sanguina, la r ealtà lo ha vinto ed esso giace morente nel deserto dell'incomprensione. Eppure solo il desiderare ci mantiene in vita, solo esso ci rende uomini. |
| Ispirazione |
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Volo di notte, quando l'oscurità soffoca il respiro, quando il pensiero è libero. Navigo nella tempesta, dove i flutti ruggiscono, e la mia mente naufraga assetata. Cos'è questo? |
| Nirvana |
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sapevo di non poter ottenere, sapevo che se anche avessi potuto non avrei voluto. Eppure continuare era necessario, continuare era la vita. Ora che tutto è finito mi rendo conto che nulla finisce veramente, che il tempo è vinto, che esso non è mai esistito. E allora tutto muta, le pareti dell'ignoranza si dissolvono e volano via, come funo. E la vita, dolcemente, mi carezza il capo, avvolgendomi silenziosa in tutto il suo magnifico splendore. |
| Saggezza |
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- Com'è grande la montagna, - Gracchiò forte il Corvo.- non riuscirai mai a spostarla. - E' vero, - Rispose l'uomo con la voce del vento. - Ma posso comprenderla. |